MONUMENTI DI RIMINI

CASTEL SISMONDO

Il palazzo-fortezza  fu  eretto  sull'area dove sorgevano in precedenza, le case duecentesche dei Malatesta. Voluto da Sigismondo, la costruzione fu portata a termine tra il 1438 e il 1446, con la probabile collaborazione progettuale di Filippo Brunelleschi,  di cui  è  documentata la presenza a Rimini nel 1438. Le forme dell'edificio originario  ormai  stravolte  dalle  continue  trasformazioni,  integrali  restauri, sono documentate  dalla medaglia commemorativa di Matteo de' Pasti e dall'affresco di Piero  della  Francesca  nella  Cappella  della  Reliquie,  del Tempio Malatestiano. I restauri  effettuati negli ultimi anni, oltre alla conservazione del monumento, sono volti alla utilizzazione  museale degli ambienti,  con l'ordinamento del  Museo delle  Culture Extra Europee di cui fanno parte i materiali etnologici della collezione Dinz Rialto, raccolti in Africa, Oceania e America, negli anni 1940 - 1970.

ARCO D'AUGUSTO

Costruito nel 27 a.C. per decreto del Senato Romano; con esso si volle onorare Augusto per aver restaurato la via Flaminia e le più importanti strade d'Italia. Il monumento oggi si presenta isolato, come un grande arco trionfale, ma in origine era inserito nelle mure della città fra due torri lapidee più antiche in opera poligonale come i brevi resti di mura ancor oggi visibili in basso ai suoi fianchi, resti che appartengono alla prima cinta muraria della Rimini romana (III secolo a. C.). Si trattava di una porta urbica; e fino al 1936, affiancata da edifici di modesta qualità, ha assolto a questa sua originaria funzione.
L'arco è indubbiamente uno dei monumenti romani più celebri e importanti di tutta l'Italia settentrionale. E' ad un solo fornice, che per la sua lunghezza (quasi nove metri) non avrebbe mai potuto essere chiuso; fatto molto strano per una porta urbica.

SANTA MARIA DELLE GRAZIE

     Questo edificio sacro francescano trecentesco, sorge sul colle di Covignano. La  navata di destra, distrutta nell'ultima guerra mondiale, fu subito ricostruita. Notevole interesse artistico riscuote l'annesso Museo delle Grazie, con pinacoteca, con dipinti di  Lionello Spada,  Ottaviano Nelli, G. Maria Crespi, Giuseppe de Ribera e Bernardo Strozzi. Sono esposti numerosi  oggetti  di  arte sacra,  argenteria,  tessuti, reperti malatestiani e archeologici.



TEMPIO MALATESTIANO

Il Tempio Malatestiano, autentico gioiello del Rinascimento italiano, voluto da Sigismondo Malatesta attorno alla metà del quindicesimo secolo, a perpetuare la gloria sua e della sua famiglia, trovò nel grande architetto Leon Battista Alberti il realizzatore geniale che tradusse in quelle strutture i più nobili canoni del classicismo. Il suo interno si ispira allo stesso ambizioso progetto artistico, con i bassorilievi e le decorazioni di Agostino di Duccio e di Matteo de' Pasti, l'ampio respiro delle alte arcate, le profonde cappelle laterali chiuse da belle balaustre marmoree, l'armonico equilibrio di ogni sua parte. Di particolare pregio: il crocifisso di Giotto, (reliquia della chiesa gotica francescana successivamente trasformata dall'Alberti), l'affresco di Piero della Francesca, i sepolcri di Sigismondo e della moglie Isotta, l'Arca degli Antenati, una grande tela del Vasari. Il recente ottimo restauro ha restituito all'interno monumentale i suoi colori e il suo splendore. Il Tempio Malatestiano è la chiesa cattedrale di Rimini.

LA FONTANA DEI QUATTRO CAVALLI

La Fontana dei quattro cavalli fu inaugurata il 29 giugno del 1928, con la presenza della banda militare di San Marino (...) Ancora supersite nel 1945, dopo il passaggio del fronte, al centro dei giardini, demolito il Kursaal nel 1949, la Fontana dei Cavalli fu di li a poco rimossa e la vasca grande abbattuta nel settembre 1954; dei cavalli marini, trasportati nella locale sede dei Vigili del Fuoco, che ne avevano garantito il salvataggio, in via Dario Campana, tre furono alloggiati nel Parco Marecchia, uno nell'adiacente terreno dell'Acquedotto. Fu solo grazie al pertinace zelo di Umberto Bartolani e della figlia dello scultore Fausta Fabbri, che la fontana, dopo quasi due decenni di alterne ipotesi di "ricollocazione" (P.zza Tripoli, P.le Kennedy) venne ripristinata nella sede originaria nel 1983.

PONTE DI TIBERIO

Attraversata la piazza e percorsa l'altra metà del corso d'Augusto, si esce dalla Rimini "romana" da un grande ponte a cinque arcate, in pietra d'Istria, che permette di scavalcare il Marecchia, l'antico Ariminus, il fiume che alla città ha dato il nome e il porto. Questo ponte viene detto Tiberio, ma è stato iniziato da Augusto e compiuto da Tiberio (14-21 d. C.), come risulta dall'iscrizione scolpita con leggere varianti sulle due fronti interne del parapetto. Segna l'inizio della via Emilia. La straordinaria solidità del ponte e la sua resistenza alle piene del fiume, molto frequenti e violente, sono dovute all'ottima tecnica impiegata dai suoi costruttori ed ai sottili accorgimenti a cui hanno fatto ricorso i suoi progettisti (per l'inclinazione dei piloni, disposti secondo la corrente); comunque esse hanno sempre destato grande meraviglia, fino a creare la leggenda del "ponte del diavolo". Ma l'opera, oltre che dal punto di vista tecnico, è veramente notevole anche da quello formale e non meraviglia che tanti artisti del rinascimento sia siano ispirati ad esso.

LA VECCHIA PESCHERIA

La vecchia pescheria è uno dei luoghi più pittoreschi e caratteristici della città.
Opera dell'architetto riminese Buonamici, venne eretta nel 1747; agli angoli quattro statuette di delfini con zampillo d'acqua.
FONTANA DELLA PIGNA

Anticamente chiamata piazza del Comune o della fontana. Nel Medio Evo qui era il centro della vita cittadina. Oggi però non rispecchia più la conformazione medievale, anche se conserva ancora l'antica fontana pubblica attorno alla quale si svolgeva il mercato del pesce e della verdura.
Da un lato si affacciano sulla piazza negozi e caffè, dall'altro si allineano i palazzi storici: palazzo Garampi (sede del comune), palazzo dell'Arengo e palazzo del Podestà.
In fondo alla piazza il Teatro Galli, inaugurato nel 1857 da Giuseppe Verdi.

PIAZZA CAVOUR

La piazza Cavour, fin dall'alto Medioevo, è sempre stata, la parte storica della città dove venivano amministrati i poteri politici e religiosi. Il Palazzo dell' Arengo "Palatium Comunis" venne eretto intorno al 1204, in forme romanico-gotiche.Primitiva sede delle adunanze del gran consiglio, abitazione del Podestà in epoca comunale e carcere negli ambienti della torre campanaria. L'aspetto odierno è il frutto di un restauro del 1924. Al piano terra, un affresco cinquecentesco su tela con "Giudizio Universale" dell'anonimo maestro detto "dell'Arengo" e in fondo alla sala l'affresco "L'Ultima Cena" proveniente dal convento di San Francesco. Adiacente all' Arengo il Palazzo del Podestà, eretto nel 1330 ed in fondo alla piazza il teatro Amintore Galli, disegnato da Luigi Poletti, inaugurato nel 1857 con un'opera di Verdi. Al centro, una fontana circolare in marmo bianco, detta 'Fontana della Pigna', elogiata da Leonardo di passaggio a Rimini. Nel 1614 fu posta al centro della piazza la statua di Papa Paolo V Borghese e nel 1747 venne costruita la Pescheria ad opera dell'architetto G. F. Buonamici.
GALLI THEATRE

Nel lato ovest di Piazza Cavour è situato il teatro "Amintore Galli", eretto nell'800 nel sito di un precedente edificio seicentesco detto dei Forni o dell' Abbondanza, su progetto di Luigi Poletti e inaugurato con la rappresentazione dell'Aroldo di G. Verdi, nel 1857. Per i disastrosi eventi bellici del 1940 - 1944, ne sopravvisse la facciata con l'atrio d'ingresso, il ridotto e la sala Ressi, ubicata al piano superiore, restaurati nel 1972.

 

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